Wissenswertes:
Barbaresco DOC Rabaja – Giacosa Bruno
Barbaresco Rabajà di Bruno Giacosa: da 0,6 ettari di marne calcaree a Rabajà, teso nella struttura e di grande respiro
In questo vino tutto comincia in modo molto concreto dal cru Rabajà, nel comune di Barbaresco, una delle vigne più rappresentative della denominazione. Bruno Giacosa coltiva qui appena 0,6 ettari su suoli marnosi calcarei. È proprio questa origine piccola e nettamente definita a spiegare il tono del vino meglio di qualsiasi descrizione generica del Barbaresco. Il Rabajà non appare morbido o largo, ma serrato nella linea, saldo nel nucleo e molto preciso nel suo sviluppo. Esprime il cru come un luogo in cui il Nebbiolo unisce profondità e tensione senza metterle in contrasto.
Cosa definisce il vino
Nel bicchiere si presenta di colore granato. Il profumo unisce frutto rosso, viola e spezie, quindi non soltanto finezza aromatica, ma un disegno molto chiaro e classico, profondamente piemontese. In bocca è strutturato e pieno, ma ciò che conta davvero è la qualità dei tannini: fini, portanti e costruiti sulla lunghezza. Per questo il vino non risulta massiccio, ma raccolto e persistente. Proprio questa unione di precisione floreale, forma salda e finale disteso rende il Rabajà così riconoscibile nello stile di Bruno Giacosa.
A tavola
La sua forza emerge con piatti che abbiano profondità, ma non pesantezza. Si abbina molto bene ai tajarin al ragù, alle guance di vitello, al brasato, alla faraona con funghi o all”agnello alle erbe. Funziona molto bene anche con piatti ai porcini, pasta al tartufo o Castelmagno stagionato, perché raccoglie con precisione sia la componente aromatica sia la lunghezza del piatto. Con un po” d”aria nel bicchiere acquista ulteriore calma e definizione, mostrando sempre più chiaramente quanto questo Rabajà sia costruito con coesione e finezza.
Raccomandazione alimentare per: Barbaresco DOC Rabaja - Bruno Giacosa